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RECENSIONE:
Trama:
Questo anime nasce dalla saga di RPG Persona, giocabile su Playstation grazie al talento della famosa softwarehouse Atlus (il nome forse non dice niente a molti, ma difficile che non abbiamo mai giocato ad un loro titolo), e si colloca a circa 10 anni dopo la storia di Persona 3, a quanto ne so disponibile solo per PS2 (salvo emulazione). Doverosa premessa, nemmeno so se il gioco esiste in lingue diverse dal nihongo, ma vedi mai indignassi qualche fan della serie...
La vicenda parte e si svolge in Ayanagi City, una città sul mare ovviamente in quel Giappone ultraurbanizzato già visto in mille anime, tutto spazi centellinati, tangenziali enormi, trasporti su rotaia che qui ce li sogniamo e via dicendo... Il setting è vagamente futuristico, ma il livello tecnologico non pare molto superiore all'attuale e la sola differenza significativa, al di là di architetture spesso ardite perfino per il Sol Levante, è la presenza di casi di "Sindrome da apatia": questo disturbo, al quale non si conosce cura, fa cadere in stato catatonico totale qualsiasi soggetto ne sia colpito, rendendolo de facto incapace di qualsiasi azione e buono solo a fare il dipendente di qualche ente pubblico italiano; per fortuna, al momento la sua incidenza è parsa limitata e in Giappone (che è un paese serio), nessun sindacato si sognerebbe mai di dire che bisogna tutelare un dipendente che si gratta la sacca scrotale a giornate, ma i casi stanno, dopo 10 anni, di nuovo aumentando di numero...
La storia, aprendosi come un episodio inquietante e misterioso di sparizione di tre membri dell'equipaggio di un batiscafo, sposterà il suo focus (almeno nelle prime battute) su Shin Kanzato (17 anni, io gliene davo 3-4 meno, ma mi raffido alle schede), che dopo anni torna a casa assieme al suo fratellino Jun (14, tipico capponcello senza ormoni da anime, ma c'è un perché), dove finalmente rincontrano il maggiore dei 3, Ryō (28 e con lo stesso parrucchiere di una letterina), adesso capo della Polizia Metropolitana e impegnato in prima linea con un'ondata di nuovi inquietanti crimini che coinvolgono i Reverse, persone "rivoltate come un calzino" da forze misteriose.
Le cose OVVIAMENTE non sono come sembrano (beh, non siamo né su Namek né in un harem anime...) e scopriremo presto che i fratelli erano inizialmente 4, ma la gemella di Jun, Yuki, muore da piccola, lasciandoli tutti segnati; di lì a poco pare deceda pure la madre (ecco cosa succede a non pagare l'8 per mille :o!!!), così che i due minori vanno ad abitare lontano dalla zia, mentre Ryō inizia a vivere da solo e a farsi sempre più introverso, anche rispetto ai suoi consanguinei, mentre si addentra in misteri sempre più fitti e sviluppa, similmente a quanto sarà per il fratello Shin e altri vari personaggi dell'anime un proprio "Persona".
I Persona sono l'equivalente cazzuto e ben fornito dei pokemon (>warning: iperbole<), visto che sostanzialmente svolgono la medesima funzione combattiva nell'economia di questa serie con qualche variante: quasi tutti i Persona paiono mostrare una spiccata predilezione per il combattimento in corpo a corpo, usando armi più o meno convenzionali (spade, bastoni, tentacoli luminosi), ma paiono in grado pure di potenti attacchi a distanza come quello con cannone di Kanzato Sr., sono traslucidi (e maledirete spesso questa scelta capendo poco nelle scene più concitate), ognuno ne possiede uno solo intimamemente legato alla propria mente (o almeno così pare) e può potenziarsi strappandoli e assimilandoli da altri individui dotati di Persona, i latenti...
Aggiungeteci un po' di dramma familiare e qualche segatella scolastica (come la nuova moda del tiraombra, altro che il keg-stand da college yankee) ed avrete una buona visione d'insieme per un thriller che non schifa l'azione ma nemmeno ci si basa molto, preferendo concedere di più allo sviluppo dei personaggi e delle loro psicologie.
OST senza infamia e senza lode, mentre il comparto grafico, a parte la caoticità in certe situazioni dei combattimenti tra questi fantasmini che per fortuna non si pestano per interi episodi (non è uno shounen cazzone da mille episodi di cui 995 filler, eh...), fa decisamente il suo lavoro...
Da vedersi se si cerca un prodotto piacevole, ben confezionato e che stimoli il cervello senza farlo sudare troppo lambiccandosi per indovinare cosa volesse dire l'autore ed intrattenendolo con un cast abbastanza ricco...
Third_Eye, 17/02/2008
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